17 OTTOBRE | GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA POVERTÀ

17 OTTOBRE | GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA POVERTÀ

NON SI PUÒ COMBATTERE LA POVERTÀ SE NON SI PARTE DALLA CASA. MASSIMO PASQUINI HA RAGIONE.

Oggi, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, non possiamo limitarci a ricordare i numeri. Dobbiamo parlare delle cause, delle responsabilità politiche e delle scelte necessarie per cambiare concretamente la vita delle persone.

Massimo Pasquini, attivista per il diritto alla casa ed ex segretario nazionale dell’Unione Inquilini, lo spiega bene nel suo articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano. Con Massimo Pasquini , condivido un percorso all’ interno del dipartimento nazionale di Sinistra Italiana sulle politiche abitative coordinato da Luca Blasi, storico attivista dei movimenti per la casa ed Assessore della II MUNICIPALITÀ di Roma .

 

I dati Istat relativi al 2025 parlano di 5,4 milioni di persone in povertà assoluta. Quasi un milione di famiglie povere vive in affitto. Tra le famiglie con figli minorenni che pagano un affitto, la povertà assoluta raggiunge il 28,7%.

Numeri che raccontano una realtà drammatica: il costo della casa può diventare una delle principali cause di impoverimento. Il canone di affitto, bisogna ricordarlo incide di circa il 40% sul salario e con il lavoro povero e precario questa incidenza è sempre più drammatica.

Noi questa realtà la conosciamo da vicino. La incontriamo ogni giorno al nostro Sportello Sociale, ascoltando persone e famiglie che non riescono più a sostenere il costo dell’affitto, che devono scegliere tra pagare le bollette, fare la spesa e garantire ai propri figli ciò di cui hanno bisogno.

Non sono numeri astratti. Sono volti, storie e difficoltà concrete. È da questo lavoro quotidiano che nascono il nostro impegno e le nostre battaglie per il diritto alla casa.

Per questo abbiamo promosso a Marano un’iniziativa sul caro affitti insieme a Marco Grimaldi, vicepresidente del gruppo parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera e primo firmatario di una proposta di legge nazionale sulla casa, e Gaetano Oliva, Segretario regionale di Federinquilini.

Una battaglia, che deve tradursi in proposte concrete e politiche pubbliche capaci di dare risposte a chi oggi non riesce ad accedere a un’abitazione dignitosa.

LE PROPOSTE DI AVS PARTONO DA UN PRINCIPIO CHIARO: LA CASA È UN DIRITTO, NON UNA MERCE COME LE ALTRE.

Occorre rafforzare l’edilizia residenziale pubblica e sociale, investire risorse stabili, recuperare gli alloggi pubblici inutilizzati e riqualificare il patrimonio esistente. Non possiamo continuare a lasciare abitazioni vuote mentre migliaia di famiglie aspettano una casa.

Proprio su questo abbiamo un’esperienza concreta da raccontare.

A Marano lo abbiamo realizzato.

Abbiamo fatto in modo che beni sequestrati per abusivismo e beni confiscati alla criminalità fossero recuperati e destinati all’emergenza abitativa, con l’assegnazione degli alloggi alle famiglie presenti in graduatoria.

Un patrimonio sottratto all’illegalità è diventato una risposta concreta al bisogno di casa.

È esattamente ciò che proponiamo: recuperare, riqualificare e restituire alla collettività il patrimonio immobiliare, mettendolo al servizio delle persone e non utilizzandolo soltanto come una voce di bilancio.

Quello che abbiamo realizzato a Marano dimostra che il recupero del patrimonio può diventare uno strumento concreto di legalità e giustizia sociale.

Ma le politiche abitative devono anche conoscere i bisogni dei territori e prevenire le emergenze.

Per questo proponiamo un Osservatorio sulla casa in ogni Comune, capace di monitorare il fabbisogno abitativo, le graduatorie, gli sfratti, l’andamento degli affitti e il patrimonio immobiliare inutilizzato. Uno strumento per mettere in rete istituzioni, servizi sociali e realtà che operano quotidianamente sul diritto all’abitare, affinché le decisioni pubbliche partano dai bisogni reali.

Occorre inoltre garantire controlli sull’effettiva applicazione dei contratti a canone concordato, verificando il rispetto degli accordi territoriali e facendo in modo che le agevolazioni riconosciute ai proprietari corrispondano a condizioni realmente più accessibili per gli inquilini.

Proponiamo anche agevolazioni sui tributi locali per i proprietari che rimettono sul mercato gli immobili sfitti, destinandoli a locazioni regolari e a canoni sostenibili. Incentivi legati a impegni verificabili, per recuperare abitazioni inutilizzate e ampliare concretamente l’offerta di case accessibili.

Sono misure che devono accompagnarsi al sostegno alle famiglie in difficoltà con il pagamento dell’affitto, alla prevenzione degli sfratti per morosità incolpevole e a un investimento strutturale nell’edilizia residenziale pubblica.

Eppure, le scelte di questo Governo vanno nella direzione che contestiamo.

Il fondo nazionale per il sostegno all’affitto non riceve finanziamenti statali ordinari dal 2023. Le risorse destinate a sostenere le famiglie in difficoltà sono state drasticamente ridotte rispetto al passato, mentre le procedure di sfratto vengono accelerate senza che a tutte le famiglie sia garantita un’alternativa abitativa.

Il Piano Casa del Governo non affronta in maniera adeguata il problema strutturale della mancanza di alloggi pubblici. A questo si aggiunge che preoccupa molto un punto introdotto dal Governo :la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, comprese le case popolari, quando le risorse ricavate vengono destinate alla riduzione del debito anziché essere reinvestite per rispondere al fabbisogno abitativo.

Si fa cassa sulla pelle delle persone, mentre migliaia di famiglie aspettano una casa.

È questo il modello che contestiamo. Un modello nel quale il rischio è che chi non riesce a pagare un affitto venga considerato responsabile della propria condizione, anziché essere sostenuto con politiche adeguate.

Per questo diciamo che, nei fatti, le scelte di questo Governo trattano la povertà come una colpa, invece di affrontarla come una questione sociale che richiede responsabilità pubbliche.

Noi crediamo che la strada debba essere un’altra: investire sulle persone, recuperare il patrimonio pubblico, mobilitare quello privato inutilizzato, garantire affitti accessibili e costruire politiche abitative capaci di prevenire l’emergenza.

Oggi, 17 ottobre, non vogliamo limitarci a celebrare una ricorrenza. Vogliamo ribadire un impegno che portiamo avanti ogni giorno: attraverso il lavoro dello sportello sociale, l’ascolto delle persone, le iniziative sul territorio e le battaglie per il diritto alla casa.

Perché non si può contrastare la povertà se non si garantisce il diritto all’abitare.

La casa è sicurezza, dignità, possibilità di costruire il proprio futuro. È un diritto fondamentale che le istituzioni hanno il dovere di tutelare.

E noi continueremo a batterci perché quel diritto non resti scritto sulla carta, ma diventi realtà nella vita delle persone.

LA CASA È UN DIRITTO. LA DIGNITÀ NON SI SFRATTA. LA LOTTA ALLA POVERTÀ COMINCIA DA QUI.

 

Stefania Fanelli Direzione Nazionale Sinistra Italiana

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