di Stefania Fanelli
Ringrazio il Forum delle donne di Europa Verde e tutta l’Alleanza Verdi Sinistra per l’invito all’iniziativa dedicata alle madri costituenti. Nel mio intervento ho portato i saluti di Sinistra Italiana.
Quella che segue è stata la sintesi del mio intervento, partendo da una parola che considero centrale: la cura.
La cura non è un dettaglio: è una visione del mondo e una visione politica. Significa prendersi cura delle persone, delle comunità e dei territori, assumendosi la responsabilità di non lasciare indietro nessuno.
Ma c’è un rovescio della medaglia: per troppo tempo la cura è stata considerata una caratteristica femminile, mentre l’assenza di servizi e di welfare veniva scaricata sulle donne. Quando mancano asili, assistenza e servizi sociali, quel peso ricade ancora troppo spesso sulle loro spalle.
E questo ci porta al tema dell’autodeterminazione: la libertà di scegliere come vestirsi, di decidere del proprio corpo, di interrompere una relazione, di scegliere se e quando diventare madri.
Autodeterminazione significa anche consenso: se non c’è consenso, è violenza; se non c’è consenso, è stupro. Il consenso deve essere libero, consapevole e può essere ritirato in qualsiasi momento. Il corpo delle donne non appartiene a nessuno.
Ho ricordato anche l’importanza dell’educazione sessuo-affettiva, perché la prevenzione della violenza passa anche dall’educazione al rispetto, alla parità, al consenso e all’integrità personale.
La Convenzione di Istanbul, che l’Italia ha ratificato, all’articolo 14 parla proprio di educazione e prevede l’inserimento nei programmi scolastici di questi temi.
Non è un tema accessorio: educare al rispetto e al consenso significa prevenire la violenza.
Negli ultimi anni, e in particolare con il governo Meloni, su questi temi abbiamo visto fare mille passi indietro.
L’accesso ai consultori cambia ancora troppo da territorio a territorio e il governo ha aperto i consultori anche alle associazioni del terzo settore.
Noi dobbiamo ribadire con chiarezza che i consultori devono essere luoghi in cui le donne vengono sostenute, ascoltate e accompagnate nelle proprie scelte, non luoghi in cui vengono messe in discussione.
La violenza contro le donne non si combatte soltanto quando arriva l’emergenza. Si combatte ogni giorno, garantendo servizi, autonomia, libertà e strumenti concreti per scegliere.
Per questo, nel programma regionale della Campania, abbiamo inserito anche la proposta di un osservatorio sulla precarietà abitativa delle donne vittime di violenza.
Ne abbiamo discusso anche nell’iniziativa che, come Sinistra Italiana/Alleanza Verdi Sinistra, abbiamo organizzato a Napoli il 12 luglio.
Perché una donna che vuole lasciare una relazione violenta deve poter contare anche su una casa. Non possiamo dire alle donne di andarsene se poi non costruiamo le condizioni materiali perché possano farlo.
L’autodeterminazione non è soltanto una parola: è una condizione materiale. È avere un reddito, un lavoro, servizi pubblici, una sanità accessibile e una casa.
È stato un incontro molto interessante, ricco di interventi e di contributi. Ho sentito un linguaggio comune e una visione comune, una sensibilità condivisa sui temi dei diritti, della libertà e dell’autodeterminazione delle donne.
Per questo ho concluso il mio intervento con una convinzione: su questo andiamo avanti, tutte insieme, come Alleanza Verdi Sinistra.
Un ringraziamento speciale a Maria Francesca Imbaldi , Cooportavoce Regionale EV e a Fiorella Zabatta , Assessora regionale AVS, per l’invito
Stefania Fanelli
Direzione Nazionale Sinistra Italiana
Assemblea Regionale Sinistra Italiana
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