IL CROLLO DELLA PIETAS: A NAPOLI UN 17ENNE RAPINA E MANDA IN OSPEDALE UNA DONNA DI 92 ANNI

di Giusy Somma

Di fronte alla sofferenza e alla vulnerabilità della tarda età, persino la figura di un criminale incallito, se malato e alla fine dei suoi giorni, può muovere a un sentimento di umana compassione in chiunque possieda una normale sensibilità. Diventa allora un interrogativo angosciante, prima ancora che di cronaca, capire cosa sia rimasto nella coscienza di un ragazzo di soli 17 anni capace di aggredire, picchiare e lasciare esanime una donna di 92 anni che avrebbe potuto essere sua nonna.

A Napoli, oggi, mercoledì 16 setttembre 2026, la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli nei confronti di un diciassettenne, accusato di rapina e lesioni gravi. La vittima è una donna di 92 anni, finita d’urgenza in ospedale dopo un brutale assalto tra le mura di casa. Ciò che sconvolge, oltre alla gravità del reato, è la totale assenza di quella pietas che dovrebbe essere un freno inibitore naturale di fronte a un corpo fragile e indifeso.

La vicenda si è sviluppata secondo il collaudato e odioso schema della truffa telefonica.

Un complice del giovane ha agganciato l’anziana fingendosi un carabiniere, annunciando un finto problema familiare per spingerla a consegnare denaro. Poco dopo, il 17enne si è presentato alla porta della vittima e quando la situazione è passata dal raggiro alla violenza pura, ogni argine morale è crollato. L’anziana donna si è ad un tratto resa conto della paradossale situazione e del tentativo di truffa ed avrebbe accennato un minimo di resistenza. Nel tentativo di strapparle i risparmi, il ragazzo ha strattonato e colpito con forza l’anziana, facendola rovinare al suolo. L’impatto è stato così violento da farle perdere conoscenza. Il giovane è poi fuggito, abbandonandola a terra esanime.

L’anziana è stata successivamente soccorsa e trasportata in codice rosso in ospedale per i gravi traumi riportati. Nel frattempo, le indagini della Squadra Mobile hanno permesso di identificare rapidamente il minorenne. Il decreto di fermo della Procura è stato già convalidato dal Giudice per le indagini preliminari. Resta aperta la caccia ai complici che hanno gestito la telefonata. Oltre alla risposta giudiziaria, l’episodio riapre un dibattito profondo sulla totale perdita di empatia di una parte delle nuove generazioni, dove la fragilità di un ultranovantenne non viene più vista come un limite sacro da rispettare, ma come una debolezza da sfruttare.

Il fenomeno delle truffe e i consigli della Polizia

Il fenomeno dei raggiri ai danni degli over 65 ha registrato negli ultimi anni un incremento costante a livello nazionale. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, oltre il 60% delle truffe agli anziani avviene proprio tra le mura domestiche, spesso evolvendo in rapine o aggressioni quando la vittima scopre l’inganno. La provincia di Napoli resta una delle aree più colpite da questo tipo di reato predatorio.

Per contrastare questo fenomeno, la Polizia di Stato promuove periodicamente la campagna “Non siete soli”, diffondendo un vademecum essenziale per proteggere i cittadini più vulnerabili.

I raggiri più comuni da riconoscere

Il finto Carabiniere o Avvocato: Un malvivente telefona dicendo che un figlio o un nipote ha causato un grave incidente stradale e che servono subito soldi o gioielli per evitare l’arresto.

Il finto dipendente Inps, Enel o Gas: Finti tecnici si presentano alla porta con la scusa di dover controllare i contatori, la caldaia o verificare banconote false.

La perdita di gas o la sanificazione: Truffatori che convincono l’anziano a mettere soldi e gioielli nel frigorifero “per proteggerli” dai controlli.

Le 4 regole d’oro della Polizia di Stato

Non aprire la porta agli sconosciuti: Anche se indossano una divisa o mostrano un tesserino, nessuna forza dell’ordine, azienda di servizi o ente previdenziale manda personale a casa a riscuotere denaro in contanti.

Nessun parente è in pericolo: Se qualcuno telefona chiedendo soldi per un’emergenza che riguarda un familiare, non bisogna cedere all’ansia. Si deve riagganciare e chiamare direttamente il parente sul suo numero privato per verificare.

Attenzione al telefono occupato: I truffatori spesso dicono alla vittima di compiere il 112 o il 113 senza riagganciare il telefono fisso, tenendo la linea occupata per far rispondere un complice. È sempre meglio usare il cellulare per fare le verifiche.

Nel dubbio, chiamare subito il 113 o il 112: Le sale operative delle forze dell’ordine sono sempre attive. Una telefonata preventiva può sventare un reato e aiutare a catturare i malviventi.

 

 

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