Sinistra Italiana ad Atripalda(Av) per dire No all’Autonomia Differenziata

Resoconto convegno “L’autonomia differenziata e la secessione dei ricchi”

 

Si è svolto ieri ad Atripalda l’incontro pubblico, promosso da Sinistra Italiana Avellino e della Campania, “L’Autonomia differenziata e la secessione dei ricchi” al quale hanno preso parte Luigi Adamo e Angelina Spinelli – di Sinistra Italiana Avellino, Luigi Tuccia – Responsabile di “Europa Verde” di Avellino, Tonino Scala- Coordinatore della Campania di Sinistra Italiana e il Prof. Massimo Villone, Presidente del “Coordinamento per la democrazia costituzionale” e presentatore del Disegno di legge costituzionale di iniziativa popolare contro l’autonomia differenziata.

Luigi Adamo ha illustrato i motivi dell’iniziative ripercorrendo le tappe fondamentali che hanno generato un’applicazione disordinata e distorsiva della maldestra riforma costituzionale del 2001.

Angelina Spinelli ha spiegato i motivi di una procedura alquanto anomala e irrituale qual è quella promossa dal Ministro leghista Calderoli laddove si è esautorato il Parlamento e di fatto delegata a una contrattazione unilaterale con le regioni interessate, in primis Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Uno schema che consente a queste regioni di appropriarsi di materie fondamentali per l’unitarietà sociale del Paese come la Scuola, la Sanità, o Trasporti, penalizzando in modo pericoloso l’intero Mezzogiorno. Un federalismo dei ricchi e a macchia di leopardo. Una vicenda che viene da lontano, dalle prime riforme Bassanini, che è passata attraverso l’ambigua e contorta rivendicazione della “Questione settentrionale” della Destra, per approdare alle ultime torsioni leghiste che dal sovranismo approda a questo nuovo disegno separatista di cui il Governo Meloni è interprete e responsabile.

Luigi Tuccia ha rappresentato la posizione della formazione ecologista contro il progetto di legge governativo, evidenziando le incongruenze con il processo di riforma istituzionale che si è avuto nel nostro paese negli ultimi trent’anni che non ha certamente giovato all’assetto dello Stato e in particolare agli enti locali che sono stati quelli maggiormente penalizzati da questo nuovo disunitario centralismo regionale.

Tonino Scala ha fatto riferimento al dopo pandemia dove si è palesato il disastro della gestione differenziata della Sanità nazionale, e allo stupore riscontrato nel non veder corrispondere, da parte di questa classe dirigente governativa nazionale e regionale, comportamenti e scelte che facessero tesoro di quella lezione. Un disegno tanto diabolico quanto irresponsabile, quello promosso in modo ipocrita e furbesco della secessione dei ricchi, che da un ulteriore colpo al già malandato sistema politico e istituzionale locale. Lo conferma plasticamente la notizia di queste ore dove nella sola città di Napoli mancano ben 163 medici per i diversi pronto soccorsi del capoluogo . La risposta del Presidente De Luca è quanto mai farsesca perché dopo aver annunciato la sua grande battaglia personale contro l’autonomia differenziata si piega alla contrattazione con il ministro leghista Calderoli e i Governatori anti meridionali del Nord del Paese. Mercificare la dignità della Campania dietro l’ennesimo annuncio propagandistico di più soldi è qualcosa che mette una pietra tombale sul futuro di questa regione cosi malamente amministrata. Mi auguro che almeno su questo evidente tradimento il PD ritrovi una sua autonomia di giudizio e di iniziativa e non lasci che la Campania venga condotta verso la deriva della Destra sovranista e leghista di questo Paese.

Il Senatore Massimo Villone nel suo intervento conclusivo ha sottolineato come nella storia repubblicana italiana nessun governo ha fatto tanto danno in così poco tempo come quello attuale. Concorre al danno il Ministro Calderoli consegnando alla Conferenza delle regioni un progetto di legge di attuazione per l’autonomia differenziata che mette il turbo al motore separatista. Un progetto che va rigettato a prescindere, così come vanno respinte le differenziazioni che assumono le diseguaglianze come elemento propulsivo e di competitività per questo o quel territorio, in quanto capace di mettere più e meglio a frutto le risorse: Nord e Sud, aree urbane e metropolitane, contro aree interne. E’ la filosofia sulla quale si fonda la strategia della “locomotiva del Nord” . Una strategia che le classifiche territoriali europee dimostrano fallimentare. E rispetto alla quale l’autonomia differenziata è servente. La nostra iniziativa legislativa non è un espediente di tecnica costituzionale ma un doveroso ed efficace strumento politico che può fermare questo processo divisorio del Paese e far riflettere il Parlamento, innanzitutto, sul vulnus di democrazia insito in questo maldestro tentativo di applicare quanto previsto nella parte della Costituzione, così come inopportunamente modificata nel 2001. Oltre alla procedura telematica è opportuno che si realizzino momenti e punti di raccolta firme nelle città e nei comuni perché vi sia anche una percezione materiale dell’iniziativa che noi intendiamo estendere alla partecipazione popolare, in particolare nel Mezzogiorno e in tutta la Campania.

 

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