Il buon nome dei paesi della penisola sorrentina

di Massimo Dibiase

Un giornalista on line locale in una sua dichiarazione video a proposito della tangentopoli a Sorrento ha detto che “Sorrento andrebbe menzionata per il turismo, non per queste cose”. Come dire il buon nome di Sorrento, quello di cui spesso parlano anche gli altri sindaci dei comuni vicini, che si sono avvicendati negli anni, facendo riferimento alle località della costiera famose in tutto il mondo per la loro bellezza, per la loro vivibilità e soprattutto c’è tutta brava gente. Questo giornalista dimentica ad esempio la tangentopoli sorrentina già negli anni ’90 del secolo scorso, che interessò tutti i paesi della costiera, o ancora i problemi attuali di questa zona dovuti ai fitti brevi, che creano dei veri e propri processi di gentrificazione, come documentato da uno studio dell’Istituto Superiore di Statistica (ISTAT) e presentato pochi mesi fa in un convegno a Piano di Sorrento, che addirittura prevede nei prossimi 10 anni lo spopolamento delle cittadine costiere.

Il sindaco di Sorrento, coinvolto nella vicenda delle tangenti attuali, provenendo dalle fila di Azione Giovani, giovanile di Alleanza Nazionale, fu eletto alla guida di una civica di destra con il sostegno anche del Partito Democratico. Quest’amministrazione si è guardata bene dall’affrontare i veri problemi della propria cittadinanza, come i sopracitati fitti brevi, che creano enormi disagi alla popolazione locale. Tutto questo per il buon nome di Sorrento che passa attraverso il sostegno indiscriminato al turismo, con la realizzazione degli Eventi, come vengono chiamati in gergo, cioè spettacoli, musica, teatro, sagre e feste, proprio quelle passate al setaccio dalla magistratura e dalle forze dell’ordine e oggetto dei capi di accusa.

Per l’occasione celebra il buon nome di Sorrento anche don Patriciello in un post dal titolo inequivocabile “Sorrento tradita”. “Sorrento è un sogno… Sorrento è le immagini dei film… Sorrento è bellezza, mare, freschezza, colori, svago, divertimento, arte, musica e nostalgia ,.. Sorrento è una città accogliente, unica, vanitosa, irripetibile…. Beato chi vive a Sorrento e ci lavora” e così via. Soprattutto parla di una Sorrento in cui non c’è la camorra, tradita da politici, imprenditori e funzionari corrotti. Si augura poi che la città sappia rialzarsi.

Non abbiamo niente contro il turismo che non sia accoglienza, ospitalità, che si traduce anche in servizi gratuiti, come dovrebbero essere le spiagge, che sono di tutti, con i loro servizi i bagni, gli spogliatoi, le docce, mentre invece oltre il 90% delle spiagge sono private. In queste ultime si paga anche l’aria che si respira. In quelle poche definite ipocritamente “libere e attrezzate” se sei residente paghi una cifra simbolica, se sei di Caivano, di Domodossola o di Ancona per il buon nome di Sorrento e della costiera sorrentina paghi oltre il triplo. Altro che beato chi ci vive e ci lavora, le condizioni di lavoro in queste zone sono di sfruttamento, si lavora anche 12 – 15 ore al giorno, e non è che poiché non c’è la camorra non ci siano altri scottanti problemi di cui si debba parlare e che devono essere affrontati. Magari per gli auguri finali ci troveremo fra trent’anni o anche meno a celebrare di nuovo il buon nome di Sorrento.

Infine il sindaco già era stato fermato a Natale scorso ad un controllo di polizia all’uscita dell’autostrada ed era stato trovato in possesso di 15.000 euro nascosti in una scatola di panettone. Portato in tribunale era lasciato stato andare. Ci domandiamo a questo punto: fu lasciato libero per il buon nome di Sorrento o forse perché pezzi dello Stato hanno a cuore alcuni colori politici, e sotto sotto ne combattono altri, e quando proprio non ne hanno potuto fare a meno hanno dovuto agire?

 

 

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