Bella ciao: la voce che non si arrende

di Emilio Vittozzi

“Bella ciao” è uno dei canti popolari italiani più noti a livello internazionale.

Generalmente viene associato alla Resistenza e ai partigiani italiani: le sue sono parole di libertà, lotta contro le dittature.

Per questa ragione “Bella ciao” è considerata come il simbolo della Resistenza italiana.

Di recente ha avuto anche un significato storico-sociale a livello internazionale, comparendo in diversi momenti della storia politica di paesi diversi dall’Italia.

Nel 2013 è stata intonata ad Istanbul dai manifestanti contro il premier turco Erdoğan.

Nel 2015 è stata cantata in occasione delle commemorazioni delle vittime del giornale satirico francese “Charlie Hebdo” e durante il funerale di uno dei suoi vignettisti.

È diventata l’inno dei Fridays for future.

Youtube è zeppo di versioni (live o da studio) di “Bella ciao”, cantanti e gruppi di tutto il mondo si sono cimentati con questo pezzo: da pelle d’oca quella cantata “a cappella” allo stadio dai Boys of straits…

Al di là di Claudio Villa, Milva, Giorgio Gaber, Tosca, io preferisco le versioni dei Modena City Ramblers, di Goran Bregovic, di Paola Turci, di Captation Debout, di Chico et les gipsy e della Banda Bassotti & 99 Posse.

La canzone rimane uguale nella sua forza, in Italia e in Francia, in Inghilterra e in Turchia, nonostante che Laura Pausini non l’ha voluta mai cantare…

Un modo per ribadire che l’Italia è nata dalla Resistenza antifascista, checchè ne dicano i vari La Russa-Meloni-Salvini & Compari, ancorati ad un regime sconfitto dalla volontà popolare il 25 aprile.

Un modo per stare insieme, per fronteggiare il nuovo “nemico”, tutti uniti, ma dedicare il 25 aprile, come suggerito dal nefasto Ignazio La Russa, alle Vittime del Corona-virus non ha senso, non ha ragione di essere proposto. Ci sono ben altri 364 giorni ma il 25 aprile no, è la Festa della Liberazione!

Passano gli anni ma i vinti, gli sconfitti ancora non si arrendono all’evidenza: fu la stragrande maggioranza degli Italiani a volere la Democrazia, a sconfiggere il nazifascismo!

Ed ora, tutti insieme, tenendoci “virtualmente” per mano, cantiamo “Una mattina…”.

Forza!

 

 

 

 

EMILIO VITTOZZI

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